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Dottor Marcello Meloni

5 consigli per la nutrizione dei bambini

Un errore molto frequente

La pubblicità ci bombarda di immagini accattivanti di cibo invitante, magari accompagnati da simpatici siparietti televisivi con canzoni che diventano tormentoni. Tutte queste strategie sono appositamente studiate per fare in modo che il consumatore ricordi, ma soprattutto che il bambino ne venga attratto. 

Lo stesso meccanismo di attrazione viene messo in atto nell’attenta formulazione di cibi confezionati: merendine, biscotti e dolciumi sono formulati in modo da essere ricordati una volta assaggiati. 

Spesso siamo noi adulti che associamo una merenda alle felici epoche della nostra infanzia, ed ecco che chi progetta i cibi mira proprio a questo scopo, invitandoci ad acquistarle per noi e per i nostri figli, per “farli felici”. Tanto ci tranquillizzano proponendoci questo “cibo” come qualcosa di salutare, che ha latte, vitamine addizionate, che è semplice, come fatto in casa. 

Così molto genitori vengono ingannati e acquistano e offrono ai loro figli quello che non è altro che l’inizio di una vera e propria dipendenza, che può portare ad una vita di sovrappeso o obesità.

Obesità e sedentarietà

L’obesità infantile è aumentata, e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la colpa è proprio di quelli che possiamo chiamare “junk food”, ma che io amo nominare “finto cibo”.

Inoltre, i bambini oggi sono molto sedentari, e certo non aiutano le recenti problematiche di pandemia mondiale, che hanno costretto sempre più bambini a muoversi meno, stare più in casa ad annoiarsi davanti alla tv. E la noia porta fame, spesso nervosa, che spinge il bambino a pretendere cibo e i genitori a darglielo, per calmarlo. 

Questi episodi li abbiamo sentiti spesso, nei nostri studi di Nutrizione Regolativa, quando riceviamo dei piccoli pazienti con i loro genitori, spesso esasperati da una situazione che non sanno come gestire. 

Come mettere a dieta un bambino di 10 anni o più piccolo?

Portare i bambini dal Nutrizionista non significa stressarli con una vita di sacrifici e diete da fame. Oggi molti genitori si rivolgono noi semplicemente per chiedere aiuto. 

L’educazione alimentare è quella che nei bambini fa la differenza, che aiuta sia genitori che figli a capire come gestire la propria dieta, intesa, però, come stile di vita, non necessariamente come dieta dimagrante. 

Imparare quale cibo fa bene al nostro corpo, come usarlo all’interno della nostra giornata, cosa evitare ma anche, perché no, come rendere gustoso un alimento apparentemente insapore. 

Una dieta personalizzata per i bambini è comunque possibile farla, ma deve avere alla base un comportamento attivo del bambino nella comprensione del perché deve cambiare abitudini e perché è giusto mangiare in quel modo. 

5 consigli per la dieta nei bambini

Ecco, quindi, che i genitori svolgono un ruolo fondamentale, e costituiscono una vera e propria squadra con noi Nutrizionisti, con un obiettivo comune: porre le basi, già dall’infanzia, per un’età adulta senza problemi alimentari. 

Ci sono dei comportamenti che possono essere adottati dai genitori per fare una buona educazione alimentare nei bambini, ed evitare interventi drastici e stressanti. 

 

    1. Far cucinare i bambini: molto spesso i bambini rifiutano alcuni cibi, come le verdure, perché non li conoscono. Manipolarli, in sicurezza ovviamente, li aiuta a capirne la consistenza e ad averne meno ribrezzo e paura.
    2. Mangiare bene con tutta la famiglia: non solo il bambino in sovrappeso deve mangiare bene, ma tutta la famiglia deve essergli di esempio. I genitori devono mangiare le stesse cose del bambino, che avrà, così, supporto e conferma della normalità del percorso che sta intraprendendo.
    3. Evitare diete fai-da-te: dovrebbero essere sempre evitate, ma soprattutto nei bambini è bene non fare di testa propria. Rivolgersi ad un professionista è sicuramente la soluzione migliore per fare un buon percorso verso la salute.
    4. Non dirlo davanti a tutti: se c’è un’osservazione da fare sul comportamento alimentare del bambino, metterlo in imbarazzo lo spingerà semplicemente a farlo di nascosto. 
    5. Non fare ricatti alimentari: un esempio è la frase “se mangi le verdure ti do il dolce” non è mai giusta. Il bambino interpreterà la verdura come un qualcosa di meno appetibile rispetto al dolce, già dalle parole del genitore. Questo farà nascere in lui un atteggiamento non positivo nei confronti delle verdure. 

Riflessioni finali

In ultimo, un consiglio che è anche una riflessione. Non è necessario eliminare dalla dieta del bambino quasi nulla. In realtà, bisogna solo fargli capire che esistono dei cibi che può consumare di più, altri che può consumare meno. Ma in primo luogo, dobbiamo essere noi stessi ad essere convinti di stare dalla parte giusta, di alimentarci in modo corretto. 

Dare al bambino la giusta porzione, adatta alla sua età, non significa volergli male, ma volergli troppo bene per esporlo a patologie croniche, come l’obesità. 

Il confronto con gli altri bambini può essere duro, soprattutto perché nella maggior parte dei casi si troverà accanto a bambini che vivono di “finto cibo”, e che poi interpretano come anomalo il comportamento del bambino con la banana per la merenda a scuola. 

È importante che il bambino capisca che l’unico comportamento anomalo e anormale è quello di coloro che non conoscono le verdure, ma che hanno sempre la busta delle patatine in mano.

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